CASTIGLIONE D’ORCIA E LA VAL D’ORCIA

Si hanno notizie del paese sin dall’anno 714, all’epoca possedimento degli Aldobrandeschi noto con il nome di Petra. Castiglione d’Orcia vide un importante sviluppo in epoca Longobarda e Franca per la sua posizione strategica sulla via Francigena. Nel 1252 divenne Libero Comune, ma la sua indipendenza durò circa un secolo, dopodichè passò sotto il dominio di Siena, che la cedette alla potente famiglia dei Piccolomini prima e dei Salimbeni poi, che usarono Castiglione d'Orcia come una delle basi per la loro rivolta proprio contro i senesi. Successivamente Castiglione passò in mano ai fiorentini, che nel 1605 la affidarono ai nobili bolognesi della famiglia Riario.
Su Castiglione d'Orcia svetta la Rocca di Tentennano, un imponente cassero posto sulla cima di un colle che domina la val d'Orcia. Costruita nel 1100-1200, è stata a lungo la piccola capitale della Val d'Orcia e centro di controllo strategico sulla Via Francigena, la famosa strada medievale che univa Roma con il nord Italia e la Francia: chiunque andasse a Roma (o ne venisse), pellegrino, ambasciatore, nobile, chierico, armato o disarmato, passava per la Val d'Orcia, sotto lo sguardo vigile dei signori della Rocca, alta ed inespugnabile. Dalla sua sommità regala un panorama imperdibile che spazia dal Monte Amiata alla Val d’Orcia, con colline morbide punteggiate di poderi, chiuse all’orizzonte da poggi boscosi, il torrione di Vignoni vecchio che sovrasta Bagno Vignoni e nasconde San Quirico d'Orcia, la fila dei tetti di Pienza, e più lontano Monticchiello e Montalcino, le montagnole sopra Cetona, ed infine la torre cupa e solitaria di Radicofani, altro punto di osservazione privilegiato sulla valle. Al centro di Castiglione d'Orcia si erge un’altra rocca, la Rocca Aldobrandesca: l’antica rocca con il cassero medievale, che nel Seicento fu trasformato in Palazzo dal Conte Riario, conserva ancora parte delle antiche mura.
Di notevole interesse è la suggestiva Piazza Vecchietta, dedicata al pittore quattrocentesco senese Lorenzo di Pietro, detto appunto Il Vecchietta, che la tradizione vuole originario di Castiglione d’Orcia. La piazza è situata nel cuore del centro storico ed è sede del Comune. Altri monumenti interessanti sono la chiesa di origine romanica di Santa Maria Maddalena e la pieve dei Santi Stefano e Degna, di impianto romanico con facciata cinquecentesca; quest’ultima racchiude alcune opere d’arte di rilievo, tra le quali una Madonna col Bambino di Simone Martini e un'altra Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti.
A pochi passi dalla piazza, si trova la Sala d’Arte San Giovanni, ex chiesa dell’omonima Confraternita, che conserva i dipinti eseguiti per Castiglione e Rocca d’Orcia da alcuni dei maggiori esponenti della scuola senese dei secoli XIV e XV: Pietro Lorenzetti, Simone Martini, il Vecchietta e Giovanni di Paolo.
Ai confini del paese, si trova il Parco della Rimembranza, realizzato in memoria dei caduti della grande guerra; il parco è ricco di varietà botaniche autoctone tra le quali alcune specie di orchidee spontanee rare, che fioriscono nel periodo compreso tra aprile e giugno. Intorno allo sperone calcareo su cui sorge la Rocca di Tentennano si dispone a ventaglio l’abitato medievale di Rocca d'Orcia: all’interno della cinta di mura ci sono tre minuscoli “terzieri”: la Rocca (intorno alla piazza), la Rocchetta (verso ovest) e la Rocchettina (verso est); alcuni tratti delle mura sono ancora in piedi. Oggi la Rocca è un tranquillissimo borgo, molti sono i luoghi di interesse tra cui la semplice Chiesa della Madonna delle Grazie di Manno, il vecchio Ospedale della Rocca e Piazza della Cisterna.



NATURA
Le colline sono le icone del paesaggio valdorciano, caratterizzate da elementi e ambienti che raccontano le interazioni fra uomo e natura. Il risultato dell’unione di questi elementi è un panorama affascinante dove coltivazioni, prati e vigneti si intrecciano a casolari solitari, collegati con strade bianche segnate da filari di cipressi, creando un patchwork di colori sgargianti, che risaltano sull’orizzonte celeste.

ARTE E CULTURA
La Val d’Orcia è stata amata e celebrata dai pittori della Scuola Senese (Simone Martini, Lorenzetti, Duccio Boninsegna, il Vecchietta, Andrea Giovanni Della Robbia…), i quali con le proprie opere testimoniano il buon vivere Toscano. Attraverso l’arte è possibile rivivere l’età rinascimentale, epoca di cui la Val d’Orcia e la Toscana ancora oggi possono vantarsi. La Val d’Orcia è un concentrato di beni architettonici e artistici: i tipici borghi sono caratterizzati da architettura medievale e/o rinascimentale. Borghi antichi fatti di mattoncini rossi e ferro battuto, con archi e loggiati, vicoli su cui si affacciano le botteghe tipiche, chiese antiche e palazzi signorili, mura e fortezze arroccate sulle colline dalle quali si possono ammirare le terre variopinte costellate di poderi, castelli e cipressi. Il fascino di questi luoghi ha fatto da sfondo alle storie più belle: Zeffirelli scelse Bagno Vignoni e Pienza per il suo “Romeo e Giulietta”, Bernardo Bertolucci, vi ambientò il film “Io ballo da sola”, qui Russel Crowe vestì i panni del “Gladiatore” di Ridley Scott e “Il paziente inglese” diretto da Anthony Minhella deve i suoi nove Oscar anche ai paesaggi toscani.

ENOGASTRONOMIA
La Val d’Orcia ha da sempre fatto tesoro dei doni ricevuti dalla sua terra e le eccellenze agricole testimoniano la passione e la cura dell’uomo nei confronti di questo territorio. Il fiore all’occhiello è la millenaria produzione di vino e olio. Questa terra è ricchissima e rigogliosa ed è caratterizzata da colori, aromi e sapori indimenticabili. Tra i piatti tipici, ricordiamo i famosi pici all’aglione (grandi spaghetti fatta a mano), la zuppa di pane con cipolle, fagioli e bietole, le bistecche di Chianina e la Fiorentina, il prosciutto salato di cinta senese, i pecorini da gustare accompagnati da miele e confetture, il tartufo bianco ed i dolci tipici, quali cavallucci, panforte, ricciarelli e cantuccini.

ARTIGIANATO
La Toscana è una regione famosa anche per il suo artigianato locale, che affonda le radici nella storia. Tradizione antichissima nel senese è la lavorazione del ferro battuto, in modo particolare nella città di Pienza. Molto antica è la produzione delle maioliche dipinte: gli eredi dei primi laboratori fondati a San Quirico d’Orcia dal Cardinale Chigi nel 1714, continuano tutt’oggi a dipingere a mano oggetti con soggetti classici e moderni, come le famose Madonne con bambino. La produzione delle terrecotte risale al XVIII secolo e le anziane abitanti di queste zone portano avanti la tradizione dei preziosi tessuti ricamati a mano.

ITINERARI
La Val d'Orcia può essere vissuta attraverso un'immersione nelle sue terre dove la natura fa da protagonista, grazie ai numerosi sentieri che si possono imboccare a piedi, in bicletta o a cavallo. Sono stati creati molti itinerari adatti a scoprire e godere al meglio di questo territorio, in rete si possono trovare moltissimi suggerimenti di itenerario, tra i quali:
- Alla conquista della Rocca (anello di Castiglione d’Orcia)
- La valle del sole (Castiglione d’Orcia - Gallina)
- Il Signore degli Anelli (anello di Bagno Vignoni)
- Il sentiero del Medioevo (Montalcino - San Quirico d’Ocia)
- In terra di Brunello (Torrenieri - Montalcino)
- Crete da Oscar (Torrenieri - Sant’Anna in Camprena)
- La passeggiata del “latte di luna” (Pienza- Monticchiello)
- Percorrendo la Via Francigena (Radicofani – Ponte a Rigo)
- L’anello di San Quirico e Pienza